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dall'amore per i gatti e per tutti gli
animali. In particolare è dedicato a
Gauss... Il mio fine sarebbe quello di
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Altervista
La Storia e il Mito
Adorato…
In Egitto
Sin dai tempi degli antichi Egizi, il gatto era un animale sacro. Infatti è famoso il culto dei gatti sacri a Bubasti, che era la capitale dell’Egitto. Da sempre il nostro amico gatto è stato apprezzato per le sue doti di cacciatore di topi e serpenti, tanto che vi era l’usanza tra gli antichi egizi di radersi sopracciglia e capelli in segno di lutto alla sua morte. I suoi resti mortali erano degni di essere mummificati e accanto alle loro mummie venivano posti dei topi perché avessero cibo per l’eternità. Famosa è la raffigurazione della dea Bastet, una donna con la testa di gatto. Era la Dea che incarnava la fecondità, la femminilità, la luna, la gioia, il canto.Sicuramente il gatto era stato addomesticato con difficoltà ed era onorato perché proteggeva i granai dai topi e quindi il popolo dalla carestia.. Gli egizi divennero talmente devoti alla dea Bastet e ai gatti che promulgarono leggi per impedirne l’esportazione. Chi usava violenza o attentava alla vita di un gatto era severamente punito.
In Greciae presso i Romani
Meno adorato che in Egitto, il gatto non se la passava male dato che era particolarmente apprezzato dalle famiglie ricche, probabilmente anche come animale da compagnia. Stessa concezione anche presso i Romani: lo stesso imperatore romano Cesare Augusto parlava della sua gatta come “amica della mia vecchiaia”.
In India
Il gatto era venerato sotto la forma della dea Sasti, simbolo di fertilità e maternità. Divennero talmente devoti che la religione induista obbligava ad ospitare almeno un gatto.
Nei Paesi Arabi
Il gatto arrivò anche nei paesi arabi dove l'animale venerato era il cavallo. Anche qui la sua fama crebbe fino ad eguagliare quella equina. Maometto stesso possedeva una gatta: MUEZZA. Si narra che un giorno essa sonnecchiasse accanto al profeta ed egli dovendosi alzare preferì tagliare un lembo della sua "gellaba" sulla quale era sdraiato l'animale piuttosto che svegliarla.Al suo ritorno, in segno di riconoscenza, il gatto si inchinò al padrone, che lo carezzò per tre volte sul dorso, donando così al gatto la capacità di atterrare sempre sulle zampe.
Nei Paesi Nordici
Anche nella mitologia nordica i gatti sono associati alle dee della fertilità, come Freya e Brigit. Narra la leggenda che Freya, la bellissima dea dell'amore e della fertilità, viaggiasse sul suo carro d'oro elargendo abbondanza e prosperità. Il suo carro era trainato da una coppia di gatti maestosi. Tutti i contadini che mettevano del latte fuori dalla porta per i gatti randagi ricevevano la benedizione di Freya, la quale benediceva anche gli innamorati. Venerdì, infatti, in inglese si dice Friday, ossia "il giorno di Freya", ed era considerato il giorno più propizio per le nozze. Si riteneva che questi gatti fossero in grado di predire i matrimoni, e la loro presenza ai festeggiamenti era di buon auspicio. In Lapponia come in Norvegia e nei Paesi Bassi, si racconta che i gatti avessero la capacità di mettere in fuga i troll. La leggenda racconta di un contadino che la sera di Natale cenava sempre con un gruppo di troll. Una volta, un vagabondo con il suo orso addomesticato trascorse la notte alla fattoria proprio durante il cenone. Uno dei troll, scambiando l'orso per il gatto del contadino, offrì del cibo all'animale addormentato. L’orso, che stava sognando, ringhiò spaventosamente. I troll hanno terrore dei tuoni, uscirono in fretta e furia dalla casa del contadino, scacciati per sempre dal terrore che gli aveva ispirato il presunto gatto!
…Odiato…
Nel Medioevo
La chiesa cristiana tentò una distinzione tra bene e male, dividendo anche gli animali in benefici e malefici. Tra i simboli del male ritroviamo il gatto. Con il tempo, questo, acquisì la fama di animale satanico per le sue abitudini notturne e solitarie. Per questo per molti secoli i gatti vennero perseguitati, torturati e sacrificati, in particolare quelli dal manto nero. In Europa la popolazione dei gatti diminuì fin quasi alla completa scomparsa e di conseguenza proliferarono ratti e topi, specialmente nelle grandi città. Questo sicuramente favorì la diffusione della peste in tutto il continente. Pertanto, agli inizi del 1700 i gatti vennero riaccolti con favore nelle case.Nel 1800 il gatto divenne popolare anche per merito della ricerca scientifica applicata alla medicina, la quale nello studio degli "animali portatori di malattie" ritenne di escludervi il gatto. Ecco che il gatto venne così accolto anche nei salotti più esclusivi.
Neipaesi celtici
I gatti, secondo la mitologia celtica, erano considerati i guardiani delle porte dell’oltretomba. Ritenevano il gatto un demone venuto a distruggere il mondo umano. Secondo una antica leggenda irlandese l’oltretomba è rappresentato dall’Isola del Gatto. Secondo la mitologia celtica irlandese si narra che la strega Cait Sith fosse una gatta nera con una macchia bianca, mentre nella mitologia celtica della Scozia la stessa gatta era una fata che viveva nella Highlands scozzesi.
In Giappone
I gatti giunsero in Giappone circa 1000 anni fa attraverso la Cina, portati dagli allevatori dei bachi da seta, che credevano che i gatti proteggessero il filugello. Comunque, sino alla nascita della leggenda del maneki-neko (gatto porta fortuna), i gatti avevano la reputazione di essere malvagi o simili al diavolo.
“Il bakeneko (,bakeneko"gatto mostruoso") è una creatura soprannaturale della mitologia giapponese evolutasi da un gatto ed in possesso di abilità metamorfiche. Spesso viene confuso con il "cugino" nekomata in cui il tradizionale legame tra gatto e defunti risulta più forte, in generale però la distinzione tra i due è molto sfumata. Tradizionalmente un gatto può diventare un bakeneko se raggiunge un'età molto avanzata o un peso particolarmente elevato (si parla di esemplari che, una volta uccisi, raggiungevano il metro e mezzo di lunghezza), tuttavia vi sono racconti su gatti trasformatisi dopo esser stati nutriti in una casa per diversi anni o per l'attaccamento al proprio padrone. Solitamente un bakeneko ha l'aspetto di un comune gatto ma di dimensioni molto maggiori, ha la capacità di camminare sulle zampe posteriori, di creare spettrali sfere di fuoco e di assumere sembianze umane (spesso mantenendo tratti felini): nel caso si trasformi in una donna viene solitamente chiamato nekomusume ("donna gatto"). A volte, può persino arrivare a divorare una persona per sostituirsi ad essa. Il bakeneko ha la tendenza a rubare l'olio dalle lampade dalle case: questa caratteristica potrebbe fondare le sue radici nel fatto che gli andon (tradizionali lampade giapponesi di carta) erano spesso alimentati con olio di sarde.
In un famoso racconto il vecchio gatto di un uomo di nome Takasu Genbei scomparve improvvisamente. Nello stesso periodo la madre dell'uomo cambio completamente carattere, diventando schiva e scontrosa al punto da consumare i suoi pasti sempre da sola rinchiusa nella propria stanza. Quando i famigliari, preoccupati, decisero di spiarla, non videro un essere umano ma un mostro dalle sembianze feline che masticava su una carcassa animale. Ripugnato, Takasu decise allora di uccidere la creatura dalle sembianze di sua madre che, trascorso un giorno, riprese l'aspetto del vecchio gatto di cui non aveva più notizie. Successivamente, sotto alle tavole del pavimento della stanza furono ritrovate le ossa sbiancate dell'anziana donna.
Un altro racconto dell'era Anei parla di un certo Hirase di Sakai (città dell'odierna prefettura di Osaka). Di notte, mentre era intento a leggere un libro nella sua stanza, sentì aprirsi all'improvviso la porta alle sue spalle e, prima che potesse fare qualsiasi cosa, da essa entrò un braccio mostruoso che lo afferrò per i capelli. Spaventato, Hirase riuscì a colpire il braccio con la propria spada, facendo fuggire il proprietario. Il mattino dopo, in giardino, Hirase ritrovò l'arto che l'aveva attaccato... aveva l'aspetto di un enorme zampa felina.
Da altri racconti, invece, emerge il rapporto che i bakeneko hanno con il mondo dei morti ed il forte legame coi propri padroni, conservato anche dopo la trasformazione. Secondo uno di questi, durante un corteo funebre apparve un mostro d'aspetto felino che, scendendo dal cielo, trafugò il cadavere per poi sparire con esso. In seguito si scoprì che era il gatto appartenuto al defunto che si era trasformato in bakeneko. Potrebbe basarsi su questo fatto l'abitudine popolare di non far uscire di casa o, come accade a Tsushima, di rinchiudere in apposite gabbie i gatti il cui padrone sia morto recentemente.(fonte wikipedia) “
Ora: siccome un vecchio proverbio cinese recita che un gatto che si lava la faccia è un segno dibuona fortuna, si pensava che originariamente il maneki-neko non fosse altro che un gatto che si lavava la faccia. Alla fine, col passare dei secoli, la reputazione del gatto in Giappone, si trasformò da quella di cacciatore vagabondo a quella di portatore di fortuna, felicità e salute.
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